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Agevolazioni per le assunzioni 2023: le prime anticipazioni.

In questa rubrica le cd “agevolazioni” per le nuove assunzioni hanno da sempre un posto di rilievo, la legge di bilancio per l'anno 2023 è ancora bozza ma il testo attuale, anche se non ancora vigente, merita qualche riflessione.

Innanzitutto l’esonero, per 12 mesi, dal versamento del 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori, con esclusione dei premi Inail e nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile a coloro che assumono “percettori di reddito di cittadinanza” con contratto di lavoro subordinato "a tempo indeterminato" anche “a tempo parziale”.

Tale esonero è riconosciuto anche per le trasformazioni dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2023. Alternativamente a tale esonero il datore di lavoro può scegliere di parametrare la sua agevolazione all’importo del reddito di cittadinanza non ancora percepito dal lavoratore all’atto dell’assunzione, ovvero alla differenza fra 18 mensilità e quelle percepite per un importo non superiore a 780 euro mensili e per un periodo non inferiore a 5 mensilità.

Nel caso di licenziamento del beneficiario di RdC nei 36 mesi successivi all'assunzione, il datore deve restituire l'incentivo fruito maggiorato delle sanzioni civili.

Si è deciso, inoltre, di confermare la promozione dell’occupazione femminile, anche in questo caso l'esonero contributivo è riconosciuto nella misura del 100% e nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui ma le assunzioni, in modo analogo a quanto previsto in passato, devono consentire un incremento occupazionale netto.

Concludiamo con quanto sembra, purtroppo è d’obbligo, non esserci, ovvero l’assunzione agevolata di giovani under 36, la prima bozza prevedeva un esonero contributivo triennale nel limite di euro 6.000,00 annui, al momento in cui scriviamo tale misura è stata cancellata dal testo della manovra per mancanza di copertura e non sembrano esserci spiragli per eventuali ripensamenti.

Cosa possiamo dire in merito? La promozione dell’occupazione giovanile era sacrosanta e necessaria, nella contingenza attuale gli aiuti per le bollette hanno fatto, però, e non poteva essere altrimenti, la voce grossa, l’auspicio è che non sia necessario attendere dodici mesi perché si concretizzi una qualsiasi misura che faciliti l’ingresso dei nostri giovani nel mercato del lavoro.


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