La rivoluzione dell’assegno unico

La legge delega n. 46/2021 ha istituito l’assegno unico e universale, in vigore da

luglio 2021, dettandone i principi generali e rinviando ai D.lgs. attuativi la definizione della relativa disciplina. L’assegno in esame è un beneficio economico attribuito a tutti i nuclei familiari con figli a carico, subordinato al possesso di una serie di requisiti quali cittadinanza,

residenza e soggiorno.

In particolare, per accedere alla misura occorre essere cittadino italiano o di uno Stato membro Ue, oppure di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno, essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia, essere residente e domiciliato, insieme con i figli a carico, in Italia per la durata del beneficio ed essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni o essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, o a tempo determinato di durata almeno biennale.

L’accesso alla misura è assicurato per ogni figlio a carico con criteri di universalità e progressività, per un ammontare medio mensile di 250 euro (maggiorato per i figli successivi al secondo), variabile in base alla situazione economica del nucleo familiare come determinata dall’ISEE, tenendo conto dell’età dei figli a carico e dei possibili effetti di disincentivo all’offerta di lavoro del secondo percettore di reddito nel nucleo familiare.

Il beneficio è concesso al 50% tra i genitori, sotto forma di credito d’imposta o come erogazione mensile in denaro; in tale ultimo caso, qualora il nucleo familiare sia titolare di reddito di cittadinanza, l’assegno viene corrisposto congiuntamente a quest’ultimo.

Il beneficio decorre dal settimo mese di gravidanza, sino al compimento del 21esimo anno di età del figlio, l’importo sarà ridotto per i figli che raggiungono la maggiore età, i quali potranno richiederne concessione diretta.

L’assegno per i figli maggiorenni a carico spetta a condizione che il figlio sia in possesso di frequenza ad un percorso di formazione scolastica o ad un corso di laurea, oppure svolga un tirocinio o un’attività lavorativa limitata, con reddito complessivo inferiore a un determinato importo annuale, oppure risulti disoccupato e in cerca di lavoro presso un centro per l’impiego o un’agenzia per il lavoro o svolga servizio civile universale. L’introduzione dell’assegno determina la graduale soppressione dell’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, il bonus bebè, il premio alla nascita, nonché degli assegni per il nucleo familiare e delle detrazioni per familiari a carico.

La rivoluzione dell’assegno unico

8 visualizzazioni0 commenti